L'Esposizione torinese si propose di offrire una sezione artistico-architettonica; a questo scopo fu costituita la Sezione di Arte Antica, una commissione interdisciplinare formata da letterati, storici, artisti, architetti, archivisti, esperti di oggetti d'arte, che iniziarono a riunirsi nel gennaio del 1882, sotto la presidenza di F. Scarampi di Villanova, per elaborare un progetto di padiglione.


I lavori subirono una accelerazione e una svolta dal maggio 1882, quando entrò a far parte della Commissione Alfredo D'Andrade, facoltoso portoghese studioso dell'architettura italiana, in particolare di quella medievale. Fu definitivamente abbandonata l'idea di un padiglione che riprendesse stili architettonici di diverse epoche e regioni d'Italia, a favore di un progetto che si rifacesse ad un solo secolo (il Quattrocento) e ad un unico territorio culturale (la Valle d'Aosta e il Piemonte).


Iniziarono così le ricerche preliminari alla realizzazione del Borgo Medievale, costituito da un villaggio e un castello turrito. Prodotto d'invenzione nel suo insieme, ogni elemento architettonico, decorativo e di arredo del Borgo è riprodotto con precisione filologica da modelli originali del secolo XV, rintracciabili all'epoca in Piemonte e Valle d'Aosta, rilevati e studiati personalmente dai componenti della Commissione.

Prima pagina del giornale "Torino
l'Esposizione Italiana 1884"
(disegno di A. Bonamore).

Alfredo D'Andrade, Case con facciata verso il Po, disegno a penna e matita, Torino, Musei Civici, Fondo D'Andrade

Riccardo Brayda, Schizzo per il primo progetto della mostra di arte antica dell'Esposizione Generale Italiana. Facciata verso il Po, 3 marzo 1882. Acquerello, Torino Musei Civici, Fondo Brayda.


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