Il gradimento del Borgo da parte del pubblico è stato vastissimo e ininterrotto. Non così la sua fortuna critica.
Fino agli anni Trenta del 1900 le finalità per cui il Borgo era stato realizzato erano ancora perfettamente comprese e condivise dall'ambiente culturale torinese. Ugualmente le tecniche architettoniche e la lavorazione dei materiali messe in atto al Borgo risultavano ancora in sintonia con quelle seguite dagli artigiani e decoratori torinesi degli anni fra le due guerre.
L'atteggiamento cambiò nel Secondo dopoguerra. In considerazione dei rilevanti danni derivati dai bombardamenti, fu addirittura ventilata l'ipotesi della demolizione del Borgo, poi fortunatamente abbandonata. Le finalità e gli scopi che avevano guidato gli ideatori non furono più capiti e il Borgo venne sempre più interpretato come un "falso".
Il 1981 segna un'inversione di tendenza. E' infatti l'anno della mostra "Alfredo D'Andrade. Tutela e restauro", primo significativo segno del rinnovato interesse della critica per il neomedievismo piemontese della seconda metà dell'Ottocento.
Inondazione al Borgo Medievale, Torino Musei Civici.
Frontespizio del catalogo della mostra "Alfredo D'Andrade. Tutela e restauro", tenutasi a Torino nel 1981.